Se il rower ti spacca, cerca il motivo.

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Rolando Alberti - Se il rower ti spacca, cerca il motivo.

Quando pratichi un’attività fisica, ti aspetti un certo livello di disagio. Ma quando si parla di sport, l’idea di soffrire sembra essere una di quelle cose che accettiamo perchè non è un tanto sapere se farà male ma come quanto!
Il dolore sembra semplice: accade un infortunio, come una distorsione al ginocchio o alla parte bassa della schiena e i segnali vengono inviati al cervello, che li elabora e invia comandi per evitare la fonte del dolore, facendoci togliere peso alla parte del corpo interessata, per esempio. Il dolore può essere acuto o sordo, a breve termine o cronico, anche “buono” o “cattivo”. 

Cos’è il dolore? 

Gli atleti incontrano tre tipi specifici di dolore, ciascuno con cause diverse.
Tipo 1: immediato. Si verifica quando le ricettori del dolore nella pelle avvertono un’irritazione, ad esempio un’ustione, una puntura o un taglio. Quelle fibre inviano messaggi al cervello e il dolore si risolve quando si rimuove l’agente incriminato.
Tipo 2: acuto. Si verifica quando il tessuto è danneggiato o infiammato. I sintomi includono arrossamento, gonfiore, calore, consistenza e funzionalità alterata. Tradizionalmente viene trattato con il metodo RISO (Rest, Ice, Compression, Elevation) e con antinfiammatori.
Tipo 3: cronico. Più comunemente causato da squilibri muscolari, articolari e del sistema nervoso, ma può anche essere dovuto a problemi autoimmuni o psicologici. I trainer possono aiutare i loro clienti a correggere gli squilibri, dando sollievo per alcuni tipi di dolore cronico e migliorando le prestazioni.

Cos’è più comune sul rower?

Il dolore cronico può essere difficile da definire. La maggior parte dei medici adotta l’approccio di considerare il corpo come un tutto interconnesso, alla ricerca di disturbi del movimento che potrebbero avere un impatto su altre parti del corpo.
Uno dei modi migliori per identificare queste menomazioni è l’esercizio di pausa, in particolare una pausa nella posizione d’attacco in cui l’atleta si fermerà per 5 secondi nella posizione prima di riprendere la sequenza. Con esso, gli allenatori possono individuare deviazioni dal movimento ideale dal punto di contatto iniziale con erg.
Ciò che questo esercizio consente agli allenatori di vedere quali sono i muscoli iperattivi e ipoattivi, le relazioni di coppia di forza anormali e la meccanica articolare disfunzionale. 
Ciò che si scopre durante la valutazione può aiutare a progettare un processo correttivo che coinvolge l’inibizione dei muscoli iperattivi e l’allungamento dei muscoli non attivi, l’attivazione dei muscoli non attivi attraverso esercizi di isolamento intramuscolare e la riqualificazione del movimento corretto attraverso esercizi intermuscolari dinamici su tutto il corpo.

Dolore e l’approccio del coach

Svolgendo degli esercizi sul rower si può capire dall’esecuzione se c’è qualcosa che va oltre il normale dolore muscolare. Ecco perché si consiglia sempre ai trainer di parlare con gli atleti di come si sentono, in modo da poter valutare come strutturare l’allenamento ed eventualmente scalarlo. 
Il coach in questi casi chiede se la tecnica compromessa è dovuta a dolore o fertie o altri fattori. Se la risposta è sì, cercherà di arrivare alla fonte di eventuali condizioni mediche o di un trauma recente, quindi del dolore. 
Diagnosticare e affrontare il dolore va oltre lo scopo della pratica di un coach, ma è responsabilità del coach apprendere la storia di un cliente e raccomandargli di vedere un medico, di prendersi il giorno libero o semplicemente di scalare l’allenamento.
Ovviamente questo vale per tutti i WOD e non solo per quelli eseguiti solo al rower.