Rowing Indoor Vs Outdoor

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Rowing Indoor Vs Outdoor

Oggi vi parlo delle differenze tra rowing indoor e outdoor perchè sebbene il movimento sia più o meno lo stesso, si tratta di due discipline sportive ben precise e differenti tra loro, con tecniche simili ma non uguali.

Chi crede che il remoergometro sia uno strumento facile da gestire è in grande errore. Tutti possono vogare, ma farlo bene ed in modo efficiente, soprattutto evitando gli infortuni, richiede delle capacità che prima si imparano e poi si affinano. Senza queste basi, sarete sempre come quei tizi che fanno i clean senza usare le spalle o tirano con le braccia il bilanciere verso di sé nei deadlift, per fare qualche esempio.

Perché ve ne parlo.

La premessa è che ho iniziato ad utilizzare il remoergometro oltre una decina di anni fa, da CrossFitter, quindi con estrema “ignoranza”, in tutti i sensi. Poi, volendo provare il canottaggio in acqua, ho prima dovuto acquisire la giusta tecnica sul remoergometro e successivamente affinarla in acqua. In un secondo momento mi sono ritrovato a competere nel rowing indoor ed a quel punto ho dovuto fare un ulteriore passo per ottimizzare la tecnica “standard” in modo da andare letteralmente più forte ed essere competitivo.

Per questo motivo, mi sono confrontato con moltissimi atleti e coach ad ogni livello, sia indoor, sia outdoor, per comprendere bene le differenze ed applicarle in entrambe le situazioni, durante gli allenamenti e le gare. Il risultato è che attualmente sono una delle poche persone in Italia che grazie a questa esperienza, vanta una delle conoscenze più profonde della tecnica indoor, tanto da tenere workshop in giro per l’Italia nei Box di CrossFit per spiegare come usare al meglio il remoergometro nei WOD e nelle gare di Fitness Funzionale / Cross Training.

Rowing outdoor

Vogare in acqua su una barca a carrello mobile non è facile. Si richiede un grande livello tecnico e soprattutto la capacità di ripetere il ciclo di voga in modo sempre uguale e preciso, nonostante le mutevoli condizioni dell’acqua su cui si galleggia. 

Non si tratta solo di un problema di equilibrio, che già non è facile da gestire quando ti trovi seduto su un guscio dal peso di una quindicina di Kg, largo poco meno di 30cm. Vento, piccole onde ed altri fattori legate alle forze che si creano durante il ciclo di voga, fanno di tutto per rendere il lavoro del canottieri il più faticoso possibile. Inoltre, nelle imbarcazioni multiple con 2 o più atleti, bisogna anche coordinarsi in modo da muoversi tutti in synch come un sol uomo. Il che rende il tutto ancora più difficile.

Essere forti, nel senso più letterale del termine, non serve praticamente a nulla se non si è in grado di controllare la forza che si esprime e gestire la postura corretta per tutto il tempo. In pratica servono un “core” stabilissimo ed una coordinazione assoluta che devono reggere per qualche centinaia di ripetizioni. Se non di più, specialmente in allenamento. 

Ogni movimento deve essere frutto di una sensibilità assoluta ed essere fatto nel modo giusto al momento giusto. Ogni errore in questo senso, compromette la velocità dell’imbarcazione e quindi la prestazione anche se non si sta gareggiando. 

I remi devono entrare in acqua in un dato momento, con un dato angolo, non devono affondare troppo ma allo stesso tempo offrire la maggior superficie di spinta possibile. La forza deve essere espressa in modo graduale e progressivo e il concetto di esplosività è completamente diverso da quello che si intende normalmente. La catena cinetica aperta delle braccia richiede una precisione ed un bilanciamento assoluto per evitare di iniziare a girare su se stessi. Insomma è davvero difficile.

Nel CrossFit vi hanno insegnato che ci sono 10 skill su cui lavorare. Il canottaggio è uno dei pochi sport in cui queste skill si devono padroneggiare tutte contemporaneamente al meglio se si vuole anche solo andare da un punto A ad un punto B in linea retta. Figuriamoci competere e magari girare intorno alle boe. E’ lo scotto che occorre pagare per praticare uno sport su un fluido estremamente instabile come l’acqua che va contrastato costantemente, passata dopo passata.

Rowing Indoor

Ovviamente nel rowing indoor, ovvero quello che praticate ogni volta che vi mettete su un remoergometro durante un WOD o anche solo un riscaldamento, l’acqua e tutte le sue componenti di instabilità non sono presenti. La brutta notizia è che non per questo la faccenda sia più semplice da gestire, anzi, posso assicurarvi che subentrano altri fattori altrettanto complessi con cui fare i conti.

La postura durante il ciclo di voga è simile a quella che si tiene in acqua, ma se applicate quest’ultima come se foste in acqua, compromettere la vostra efficienza anche se, di suo, a parità di energia impiegata, il rowing indoor ha un’efficienza in termini di distanze percorse, migliore di circa il 15% rispetto all’acqua. Ovviamente con la tecnica giusta.

Se osservate un canottiere su un remoergometro, noterete delle caratteristiche nel suo ciclo di voga che non sono richieste nel rowing indoor. Ad esempio il fatto di mantenere un movimento fluido ed un certo rapporto tra passata e ripresa, che ha un senso in acqua per evitare di produrre forze negative contrarie al senso di marcia della barca, ma sul remoergometro che è fermo, non ha nessuna utilità. 

Sul Concept2 vi potete tranquillamente lanciare in avanti dopo aver fatto un breve stop al finale, senza correre il rischio di frenare il volano che andar avanti a girare tranquillo. E per di più in tal modo farete anche un micro recupero, che diventa ancor più lungo se imparate ad usare i muscoli tibiali anteriori per riportarvi in attacco.

Lo stesso vale quando si porta l’impugnatura al petto. Ha un senso in acqua perché più alte sono le mani durante il finale e maggiore è il tempo in cui le pale stanno in acqua a spingere. In acqua anche pochi cm in più di percorso delle mani verso il torso, implicano un angolo maggiore della palata. Quegli stessi cm, sul rower, non fanno la stessa differenza ma affaticano le braccia senza alcun vantaggio prestazionale.

In realtà le cose da dire sarebbero tantissime e oggi, alla fine, ho solo scalfito la punta dell’iceberg ma non posso scrivere un post troppo lungo. Se siete interessati ad approfondire, chiedete ai vostri coach di ospitare lo workshop Rowingmasters nel vostro Box e scoprirete quante cose occorre sapere e saper mettere in pratica per usare bene un remoergometro.