Dove sta andando CrossFit Inc?

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Non passa ormai giorno in cui sui Social Network si tratti del cosiddetto nuovo corso di CrossFit Inc le cui manifestazioni più evidenti sono i video di persone attempate che fanno esercizi in casa ed un sito web molto focalizzato sugli aspetti medici della filosofia CrossFit. Tutto questo a molti non piace e tanti si sentono un po’ delusi, specialmente i LOR, da questa strategia poichè ritengono che sia una sorta di tradimento messo in atto da Greg Glassman. Oggi vi dico la mia, per quello che conta.

In prima analisi appare evidente che tutto quello che è successo nell’ultimo anno e mezzo ha avuto come obiettivo quello di creare una linea netta di demarcazione tra i Games, espressione “sportiva” della metodologia CrossFit e CrossFit inteso come sistema di allenamento per tutti. E qui molti degli affiliati che si erano uniti a CrossFit per il suo aspetto sportivo-competitivo-evocativo, sono rimasti un po’ delusi sia dal nuovo formato dei Games, con i sanctionals, sia dalla virata nella comunicazione che è passata da situazioni quasi “epiche” ad altre molto più casalinghe, sulla spinta della salute per tutti.

Se prima molti affiliati, parlo di coach e Box Owners, si identificavano nel ruolo dell’atleta d’elite, ora trovano un po’ difficile farlo con quello di nonna che si alza e si siede da una sedia senza mani. Eppure non dimentichiamo che CrossFit ha sempre dichiarato di essere un metodo di allenamento per tutti e come tale si sta comportando anche nella sua comunicazione

Ho sentito Owner dichiarare che: “questo non è CrossFit” ma, scusate, lo sapranno bene Glassman ed i suoi cos’è il CrossFit e se andiamo indietro di una quindicina di anni a leggerci gli articoli del journal non troviamo cose tanto diverse da quelle che sono pubblicate oggi, solo erano mescolate con altre informazioni in un momento di identità forse più incerta di ora. Quello che tecnicamente è un riposizionamento di un’azienda sul mercato dovrebbe essere compreso dai suoi affiliati e non criticato poichè è un modo per sostenere anche il loro operato aprendo le porte dei Box veramente a tutti.

E’ facile insegnare e fare classi con persone giovani, motivandole con la competizione ma non lo è altrettanto se le persone hanno una certa età ho un livello di maturazione tale per cui le loro motivazioni sono più strutturate che non il semplice battere PR in continuazione. Un trainer dovrebbe capirlo ed assecondare questo fatto, sia perchè ciò riempie il Box, sia perchè quello è il suo compito da sempre: far stare meglio le persone. 

A questo punto la posizione di CrossFit è chiara tanto da preferire una modesta uscita di affiliati, che francamente iniziavano a diventare un po’ troppi e troppo disorganizzati, ad una deviazione dal percorso originale anche perchè, non dimentichiamolo mai, CrossFit non nasce per essere uno sport e per moltissime ragioni, che partono dal fatto che si tratta di un marchio, che la società che lo possiede guadagna licenziandone i diritti e che non è una federazione, ne ha interesse ad esserlo,

I games rappresentano il CrossFit? No. Rappresentano la parte competitiva riservata ad un’elite di poche persone che oltretutto si sono rivelate controproducenti ai fini della comunicazione del CrossFit come metodo di allenamento per tutti ed immagino che molti, in HQ rimpiangono il giorno in cui un pubblicitario Newyorkese si è inventato la campagna “the sport of fitness has arrived” per il lancio della campagna congiunta con Reebok nel 2012.

Diciamo che la questione “games” è un po’ sfuggita di mano generando costi altissimi ed un ritorno distorto in termini di percezione dell’utenza. E di questo se ne sono resi conto tutti, sia in HQ, sia fuori quindi meglio separarli dal “core”. I Games servono per vendere abbigliamento, accessori, beni destinati ad una nicchia ristretta di persone, ma CrossFit, in quanto metodo, serve per vendere “salute”; stiamo parlando di due dimensioni economiche in termini numerici che sono poi quelli che ogni CDA guarda. Ed ecco la ragione dello “split”. I games, se si auto finanziano sono destinati a pochi, CrossFit, invece, è destinato a chiunque al di la di ogni possibile barriera commerciale, politica, sociale. Ecco la grande differenza.

A questo punto la situazione appare chiara, perlomeno: chi vuole veramente essere utile al prossimo “sacrificandosi” ed accettando veramente tutti nel proprio Box anche a costo di scalare i WOD a livelli che taluni ritengono imbarazzanti continuerà a restare affiliato ed imparerà ad adeguare il proprio servizio a questo scenario, gli altri potranno scegliere se rimanere affiliati oppure, sentendosi traditi proseguire il loro percorso, molto più esclusivo, riposizionandosi a propria volta. 

Una cosa è certa: un box ben strutturato e nel quale le persone che lo gestiscono hanno le idee chiare, non ha bisogno del marchio CrossFit per riempirsi e fare bene il suo lavoro per cui a voi la scelta, tenendo conto che magari anche al vostro Box potrebbe capitare un giorno un Jacinto Bonilla.