Cosa ho imparato dal CrossFit

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Cosa ho imparato dal CrossFit

Dopo 10 anni di pratica assidua è arrivato il momento di riflettere su cosa ho imparato dal CrossFit.
Il CrossFit insegna molto, anche se non si è degli atleti d’elite. Chiunque lo pratica se ne rende conto ogni singolo giorno. Non è solo uno stile di vita ma anche un’esperienza educativa in cui si apprendono una serie di valori fondamentali per la crescita personale e collettiva.
E il nome CrossFit, che indica qualcosa di trasversale, ben rispecchia anche il tipo di insegnamenti che si possono trarre dalla sua pratica che si estendono oltre il Box per arrivare fino nel quotidiano di ognuno di noi, in modo trasversale a tutto.

Anno 2010

Quando iniziai nel 2010, l’anno del mio primo L1, i Box erano pochi, rudimentali e chi li frequentava aveva un fortissimo senso della disciplina. Molti dei pionieri in Italia provenivano da altri sport, prevalentemente dalle arti marziali, dove disciplina e spirito di sacrificio sono molti spiccati. Uno dei meriti del CrossFit è stato proprio quello di mescolare valori tipici dello sport e portarli in forma più ludica alla portata di tutte le persone, senza distinzioni.
Il CrossFit ha portato aspetti tipici dello sport all’interno del mondo del Fitness che fino ad allora era sempre stato completamente diverso, sia per impostazione che per obiettivi. Con il CrossFit la ricerca di un certo aspetto estetico, mutuato dal body building diventato di massa negli anni ‘80, lasciava il posto alla ricerca della performance, intesa come miglioramento del proprio stato fisico.
C’è una bella differenza tra essere “scolpiti” e l’essere sani ed il CrossFit, grazie alla oggettivazione di ogni parametro in modo scientifico, ha spostato il focus sulla performance in quanto indice di un buon fitness, creando un nuovo paradigma del concetto stesso di Fitness, lontano anni luce dalle palestre di Body Builders e dai video di aerobica di Jane Fonda.
Chi c’era ha potuto vivere questo cambiamento in prima persona, giorno dopo giorno ed iniziare ad apprezzare un modo diverso di avvicinarsi al fitness, che impattava inevitabilmente sul quotidiano in tantissimi modi.

Adattarsi sempre

La prima cosa che ho imparato in questi anni è che nulla dura per sempre e che, anche quando si pensa che qualcosa sia stabile e duraturo, c’è sempre qualcos’altro che lentamente inizia a diffondersi fino a prendere il sopravvento. Il CrossFit è passato da uno “sport” di nicchia, ad un’attività mainstream in italia nel giro di una decina di anni. E ancora è in evoluzione, cambiando esso stesso rispetto a com’era una decina di anni fa, sebbene la basi su cui si fonda siano sempre le stesse.
Noi cambiamo, il mondo intorno a noi cambia ed ogni giorno ci sono delle nuove sfide da affrontare, grandi o piccole, che richiedono la capacità di mettersi in gioco, proprio come certi WOD che ci mettono a terra. E qui il parallelismo è incredibile perché tutto quello che accade dentro al Box, è in realtà uno specchio di quello che accade fuori. Il modo di affrontare le difficoltà, in questo caso rappresentate dai Wod, diventa un metodo applicabile anche all’esterno né più, ne meno.
Da ciò ho imparato che non solo no bisogna mai dare nulla per scontato, ma ci si deve adattare alle circostanze e cercare di dare sempre il meglio possibile, abbracciando il cambiamento ed imparando a vivere sempre al di fuori della comfort zone.

Obiettivi, Disciplina e Costanza

Un altro insegnamento che ho acquisito è quello relativo a obiettivi, disciplina e costanza. Le cose non accadono da sole ma bisogna farle accadere, creando le giuste condizioni. Occorre però conoscere non solo i propri limiti, ma anche i propri obiettivi, perché se non si sa dove si vuole arrivare, è un problema. E’ come mettersi in automobile e andare a caso senza una meta, con il rischio di girovagare per sempre o finire la benzina nel bel mezzo della campagna.
Il CrossFit mi ha insegnato che non ha senso allenarsi per il gusto di farlo. Bisogna invece fissare degli obiettivi ed applicarsi con disciplina e costanza per raggiungerli. Lo fai per te stesso, certo, ma quando capisci che puoi fare molto più di quello che ti aspettavi di raggiungere e continui a farlo anche fuori dal Box, la tua vita diventa spettacolare.
La disciplina implica impegno continuo, anche in quei giorni in cui vorresti stare solo a letto perchè sei stanchissimo ed invece hai un allenamento da fare. E la costanza implica seguire un piano in modo preciso e puntuale senza tralasciare nessun dettaglio; se sono 100rep, sono 100rep, non 96. E non è facile rimanere motivati quando ti devi applicare al massimo ed i risultati tardano ad arrivare perché ogni cosa ha i suoi tempi ma tu, vorresti tutto subito.
Occorre avere fede in se stessi e nel fatto che prima o poi i risultati arriveranno ma non bisogna mai mollare o lasciarsi sopraffare dal pensiero che quello a cui puntiamo non lo raggiungeremo mai. E ciò vale, come tutto il resto, anche nella vita quotidiana, quando ci diamo degli obiettivi ma in fondo non siamo poi così convinti che sia quello che vogliamo davvero. E falliamo.

Umilità e Rispetto e niente giudizi

Ogni traguardo è un inizio per un nuovo traguardo e se ti riesce bene una delle millemila cose in cui facevi schifo, non sei arrivato ma hai solo fatto un altro gradino verso qualcos’altro di altrettanto difficile, se non di più. C’è semper qualcosa o qualcuno che ti mette a terra in zero tempo e per questo è inutile e poco sensato fare i “galletti”. Ha più senso aiutare gli altri a compiere azioni per loro difficili, magari anche solo con un semplice incoraggiamento.
L’ho imparato a mie spese ed ho compreso che non c’è mai una fine quando si cresce e si impara ma c’è solo un inizio. E questo inizio parte dalla voglia di imparare e conoscere e quindi di avvicinarsi a chi ne sa di più con rispetto ed umiltà. Rispetto ed umiltà anche verso chi apparentemente ne sa di meno di noi, perché nessuno do noi conosce gli altri al punto da potersi permettere né di guidare, né di ritenersi migliore. Ognuno di noi è migliore di altri in qualcosa ma non per questo dobbiamo farlo pesare al mondo intero dato che, prima o poi, troveremo qualcuno migliore di noi in altre cose. 
Rimanere umili è comunque il modo migliore per avvicinarsi agli altri, anche se non vuol dire abbassare la testa ma semplicemente ammettere quando non siamo all’altezza di un asituazione e darci da fare per migliorare.
Se ci pensate bene tutte queste cose valgono sempre ed in qualunque contesto, ma dato che il Box è una sorta di ambiente protetto in cui ognuno si lancia in qualche modo nel vuoto, protetto solo dalla solidarietà della community, è più facile apprendere come affrontare le situazioni li dentro che non la fuori. Anche se poi una volta là fuori, il metodo si applica perfettamente ad ogni circostanza.
Potrei proseguire per ore ma ho un allenamento tra poco. E voi? Cosa avete imparato dal CrossFit?

1 commento to “ Cosa ho imparato dal CrossFit”

  1. […] non funziona esattamente così. E’ un po’ come la parabola del vecchio saggio cinese che diceva: “Se vuoi sconfiggere la […]