Ciao, sono Mauro e sono un competitor in ferie

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Ciao, sono Mauro e sono un competitor in ferie

“Ciao, sono Mauro e sono un competitor in ferie, quindi non faccio la classe ma mi alleno da solo seguendo il mio programma. Dove mi posso mettere?”. Quante volte è capitato che qualcuno si presentasse in un Box presentandosi in questo modo? Ne parlavo giusto un paio di giorni fa con una Box Owner che mi raccontava di un “competitor professionista” che si è presentato al suo Box, millantando di allenarsi in un altro Box dove si allenano solo “competitors” e che quindi non poteva fare la classe come gli altri perchè “ho la mia programmazione”.

In realtà il Box in cui questo tizio dice di allenarsi, non si sogna nemmeno di essere un Box solo per competitor che, seppur ospitandone un gruppetto isolato in una micro area dedicata, non li vede, come tutti i Box Owner, di buon occhio. Mi veniva da ridere perchè quel Box è di un carissimo amico e so come ragiona, quindi l’idea che un tale personaggio uscisse dal suo Box, mi faceva ridere perchè probabilmente era stato cacciato da tempo. E così, infatti, era successo.

Sei un ospite, adeguati.

Se sei un ospite in casa di qualcuno ti adegui, tanto più che fare le classi non è un disonore e se sei tanto bravo, basta che scali in su il WOD ed il problema è risolto. Lo confesso, anche a me è capitato di andare in qualche Box e seguire la programmazione che mi aveva preparato il mio Coach, ma non mi sono presentato come un competitor, perchè non lo sono, ne ho chiesto espressamente di non fare le classi. Semplicemente sono capitato in orari in cui magari si allenava il coach residente o il Box Owner e quindi mi sono aggregato, oppure mi sono fatto la classe, inclusa quella volta al mare in cui c’era Murph.

Quindi già andare in un Box altrui pretendendo di fare i comodi propri, oltre che maleducato, non è certo una caratteristica di un Competitor. Che poi, voglio dire, sei tra i primi 10 della tua nazione e devi per forza fare il tuo programma, magari non ti presenti all’ora delle classi ma arrivi all’open gym, tipo. E qui apro una parentesi sul competitor in generale, intendendo con questo termine l’atleta elite che si allena costantemente alla ricerca del risultato, facendo delle sue sessioni di allenamento il fulcro della propria vita. Di solito è una persona umile.

A me un giorno è capitata al Box una tizia che non conoscevo, tale Giorgia, in visita ai genitori, che chiedeva se durante l’Open Gym, poteva allenarsi facendo delle alzate olimpiche perchè stava preparando una gara. Aggiunse che se non era possibile, avrebbe gradito poter fare almeno la classe o comunque si sarebbe adattata, bastava non restare ferma. Lo chiese con tanta umiltà, quasi scusandosi per la sua richiesta, tanto che le demmo il benvenuto nell’ Open Gym ad allenarsi con i coach. Si unì al gruppo e con uno bellissimo spirito di community, condivise con noi la sessione di allenamento.Quando iniziò a fare alzate alquanto pesanti, a qualcuno venne un sospetto e chiese alla ragazza quale fosse il suo cognome. Scoprimmo così che era Giorgia Bordignon e che la gara di cui parlava erano le Olimpiadi.

Ecco, se è umile una campionessa olimpica, può esserlo anche il campioncino Scaled del Salsiccia Throwdown che, oltretutto, non definirei un competitor. Io al Box di competitor ne ho avuto un bel po’ e parlo di gente tipo Bjork Odinsdottir, Andrea Ager, Lacee Kovacs, Noah Ohlsen ed altri atleti CrossFitter della prima ora che mai e poi mai hanno fatto i ganassa. Si sono adattati e spesso hanno fatto le classi, anche come trainer, divertendosi.

Se sei un Competitor non te la tiri

Se sei un Competitor non te la tiri. Ti alleni e basta, anche se sei uno dei migliori. Tanto per fare degli esempi, a livello Italiano il buon Andrea Barbotti è una delle persone più educate e gentili che conosco. Lo stesso dicasi per Stefano Carosso che è tra l’altro dotato di una pazienza infinita. Poi c’è Manila Pennacchio che quando inizia ad allenarsi si concentra al 100% su quello che sta facendo ma chiede scusa se le capita di droppare il bilanciere per sbaglio. E potrei andare avanti per ore a raccontare episodi che ho condiviso in 7 anni con tanti atleti che hanno tutti in comune una cosa: si allenano seriamente e non se la tirano mai.

Quindi mi domando per quale motivo ci debbano essere ancora in giro persone che devono per forza fare i fenomeni quando se ne vanno in altri Box. Agli inizi, quando c’erano dei Drop-in sospetti, capitava di chiamare il Box da cui dicevano di provenire e verificare il loro livello. 

Ricordo una volta, tipo nel 2014, si presentò una tizia che sosteneva di essere un’atleta competitor di CrossFit Officine, ma che si allenava a CrossFit Varese e che voleva provare il Box, ma non poteva fare la classe perchè aveva un suo programma. Come da procedura decisi di verificare anche perché prima di ammettere qualcuno di sconosciuto ad una classe, eravamo soliti cercare di capire chi fosse in modo da capire anche quanto potesse essere lasciato fare nella classe. 

Poi messa così, il discorso di provare mi suonava come “gratis” e se gratis deve essere lo decido io, non tu. Così scrissi un veloce messaggio a Peter ed a Carlo il quali risposero la medesima cosa: “ si la conosco, è una che gira tutti i Box della Lombardia chiedendo di fare delle prove e scrocca i Drop-in”. Ecco, capisci che storia brutta. la Competitor sconosciuta.

Il Competitor Rx che è scaled

Questa ve la devo raccontare. Un giorno arriva il competitor di turno che chiede di potersi allenare separatamente dalla classe perché ha il suo programma Rx. A parte il fatto che se vuoi seguire il tuo programma, magari mi vieni all’Open Gym e non durante una classe, ma va beh. Gli chiedo che programmazione segue e mi dice “Team Elite” sono un competitor. Siccome conosco bene i programmi di Andrea e so che non va tanto per il sottile gli chiedo di mostrarmi la sua sessione di quel giorno e gli spiego che sarebbe meglio se facesse Open Gym. 

Dopo un po’ di mugugni accetta la mia proposta, anche perchè o così o così. Nel pomeriggio torna, si scrive il suo programma su una delle lavagne ed  a quel punto che mi rendo conto che non fa una sola cosa come prescritto dal programma. Scala quasi tutto e salta molti passaggi. Il livello? Quello di un qualunque ragazzotto trentenne che fa le classi. Ne più, ne meno. Che senso ha? Ad ogni modo dopo qualche mese lo rivedo ad una gara, ovviamente “scaled” e gli chiedo come va con la programmazione dato che non era nel gazebo del Team. Mi dice che: “ no, ma ho cambiato perchè non ottenevo i risultati sperati.” E di nuovo Boh. 

Arrivano le ferie

Tutto questo per dire che ora che arrivano le ferie e ve ne andrete in giro per i Box del mondo ad allenarvi, perché non sia mai che in quanto competitor vi possiate fermare una settimana, cercate di sfruttare la cosa per imparare cosa succede dalle altre parti e non per andare a fare i guastafeste. Sfruttate l’occasione per immergervi nelle altre realtà, rendervi conto di quanto alcuni Box siano diversi e magari anche migliori del vostro, ma soprattutto rendetevi conto che non siete Fraser, che tra l’altro è uno molto “schiscio” come dicono a Milano. E se anche non potete seguire la vostra preziosa programmazione, sappiate che tanto ai Games non ci dovete andare e per fare le gare come “experience” vi bastano le classi, Ce la potete fare. Quindi, caro Competitor, fai come dicono dalle mie parti: “Vola bass e schiva i sass”.