DETTAGLI DIMENTICATI?

E' uscito il mio libro

Il manuale per tutti i Box Owner ed i gestori di palestre Cross training

Ormai non passa giorno nel quale non abbia a che fare con dei Box Owner che lamentano il fatto che le persone che frequentano i loro Box sono poche e che ne vorrebbero di più.

Ora a parte il fatto che un Box pieno come un formicaio non è esattamente una situazione auspicabile, vediamo di capire il motivo per cui questi Box hanno meno utenti di quelli che si vorrebbe, cercando di spiegarlo in modo semplice.

Personalmente odio il concetto di colpa ma in questo caso occorre dire che la colpa del box poco frequentato è proprio del box Owner.

Se sei uno di loro, prova a domandarti il motivo per cui hai aperto il Box e nella maggior parte dei casi la risposta sarà che la motivazione principale era il soddisfacimento di un tuo bisogno.

Bisogno di trovarti un lavoro, bisogno di allenarti senza costrizioni, bisogno di seguire la tua passione e cosî via per mille altri bisogni e necessità.

E qui nasce il primo problema perché se ciò che fai è solamente la soddisfazione di una tua esigenza senza tenere conto dei bisogni e delle esigenze di coloro a cui dovresti destinare i tuoi sforzi, è ovvio che le persone si terranno ben lontane da te e dal tuo Box. E’ sempre una questione di obiettivi chiari e chiaramente esplicitati.

Supponiamo che tu voglia essere un atleta migliore e ti impegni al 110% per migliorare la tua performance e decida di aprire un Box.

E’ probabile che in prima istanza attirerai solo persone che hanno la tua stessa visione, quindi gente che si applicherà al massimo per migliorare qualcosa che già è predisposta a fare oppure già fa qualcosa.

Il tuo obiettivo è di farli gareggiare tutti. In termini di marketing questa è la tua missione. Ovviamente non c’è nulla di sbagliato in questo ma non puoi certo aspettarti che questo atteggiamento possa convincere la solita signora Maria che a malapena riesce a fare uno squat decente e alla quale la sola gara che interessa è arrivare in cima alle scale con le buste della spesa.

Potresti dirmi che alla fine della sciura Maria non ti interessa nulla ma se prima di partire con la tua avventura del Box non ha fatto un’attenta analisi del territorio è probabile che i soli “competitor” o “auto motivati” non siano sufficienti a far quadrare i conti del tuo Box.

Tutto questo per dire che prima di qualunque azione si intraprende è sempre utile cercare di capire fino a che punto sia il momento giusto ed il posto giusto e quali siano le reali prospettive di riempire un Box.

Ecco perchè ho deciso di scrivere questo libro: per aiutare i Box Onwer ad avere una mentalità imprenditoriale ed a trasformare il loro Box in un'impresa di successo e non in un incubo dal quale non sapere come uscire.

Il fitness del business del fitness
  • Il Fitness del business
  • Il posizionamento
  • Missione, Visione, Valori
  • Value proposition
  • Procedure operative standard
  • Ricerca e gestione dei collaboratori
  • Il customer journey e la fidelizzazione del cliente
  • Modulistica essenziale
  • Comunicazione interna ed esterna
  • Il business plan

Che tu abbia aperto da molto tempo oppure stiapensando di aprire uno nuovo proprio domani, ci sono 3 errori da evitare in un Box, se si vogliono attrarre nuovi soci/clienti, mantenere quelli che già ci sono e far si che parlino bene di te agli altri.

1) Lasciare le cose al caso
Molti sono convinti che basti tirare su la saracinesca e mettere in giro la voce ed il Box si riempirà come per magia di atleti che finalmente hanno trovato quello che nessun’altro ha dato loro. E solitamente questo qualcos’altro viene definito genericamente come qualità. M la qualità sia un concetto relativo, per cui senza sapere in anticipo quello che questi individui si attendono da te, rischi di deluderli al primo impatto.

Il punto è che se vuoi essere migliore di altri, devi innanzitutto conoscere la concorrenza e sapere dove sono i suoi punti deboli. In questo modo potrai strutturare un servizio che risponda alle esigenze dei loro clienti delusi. Ma non basta. Così come non basta fare delle classi senza curarsi di tutto quello che fa da contorno. Approccio verso i clienti/soci, servizi collegati, accoglienza, attenzione ale loro esigenze, sono tutti fattori da tenere in considerazione se non si vuole che l’entusiamo per la novità scada in fretta.

Chiediti “perchè le persone dovrebbero scegliere te?”. E non rispondere con la tua testa o con quella dell’atleta e del competitor, Rispondi con la testa della gente comune che è poi quella che dovresti attirare al tuo Box, strappandola alle palestre normali. Se non riesci ad immedesimarvi, chiedi in giro. Prendi persone comuni e domanda loro cosa si aspettano da un Box, magari spiegando cosa è un Box. Scoprirai cose che non immaginavate.

Una volta raccolti questi input, utilizzali per migliorare la tua offerta ed il tuo Box, senza lasciare nulla al caso. Quando qualcuno entrerà al Box dovrà sempre sapere cosa fare e a chi rivolgersi per i vari problemi che dovesse avere. In questo modo farai la differenza tra una “globo gym” o un altro Box in cui si curano solo certi aspetti o si considerano solamente le esigenze di alcuni gruppi di clienti.

2) Non conoscere chi sono i tuoi clienti
Il CrossFit è per tutti. E’ un mantra, finanche un tormentone, che dovresti aver capito ed applicato nel tuio Box. Tuttavia non tutti sono per il CrossFit e non tutti gli aspetti di questo metodo di allenamento sono percepiti allo stesso modo da tutti. Per questa ragione è vitale capire bene chi sono i tuoi clienti, o meglio che tipo di clienti vuoi.

Alcune persone prediligono l’aspetto agonistico e prestazionale in cui i PR sono i principali indicatori di successo. Altri preferiscono un approccio più soft e magari più tecnico imparando a padroneggiare ogni skill con maestria, seppur con carichi bassi. Poi ci sono quelli che sono interessati di più all’aspetto community, vedendolo come una spinta motivazionale a non mollare e per i quali anche piccoli risultati sono degli enormi passi avanti.

Ebbene, riuscire a capire tutti questi punti di vista e a far si che tutti questi gruppi di persone possano coesistere in una classe, senza creare scontenti, non è facile ed implica una grande conoscenza delle persone. E non parlo di conoscere i gruppi ma proprio le singole persone. Chi sono? Cosa fanno nella vita? Che tipo di esperienza passata hanno vissuto? Perché sono al Box e non da un’altra parte? Cosa si aspettano di ricevere? Che tipo di approccio hanno all’allenamento?. Queste ed altre domande dovrebbero essere la base per instaurare un rapporto di conoscenza personale con tutti i membri della comunità del Box e calibrare ogni singola classe in modo che sia la risposta alle loro aspettative ed esigenze.

3) Non promuovere il Box sul territorio
Il passaparola è sicuramente la forma di pubblicità più efficace ed in definitiva anche quella meno costosa dato che per attivarlo basta saper fare bene il proprio lavoro ed essere coinvolgenti. Ai nostri giorni i Social network sono spesso utilizzati per pubblicizzare il box. Sfortunatamente una semplice pagina su Facebook o un profilo Instagram da soli non servono molto se dietro non c’è una strategia di marketing ben precisa. Lo stesso dicasi per il sito web e per tutti quei servizi collegati che, siccome non sapete come gestire, affidate a terzi.

Il risultato è quasi sempre una marmellata di informazioni e qualche like che difficilmente si trasforma in qualcuno che sceglie il vostro box per allenarsi. Alcuni puntano sulle gare dalle quali ritengono di poter ottenere notorietà. Ma, ancora, la notorietà da sola non serve a molto dato che difficilmente uno che sta a Milano, andrà ad allenarsi in un Box di Roma ogni giorno.

Se lo fai per i Drop-in, forse dovresti rivedere il tuo business plan ed il tuo piano di comunicazione. Ad ogni modo il punto è che molti ignorano completamente la comunicazione sul territorio pensando che il passaparola sia sufficiente. Ebbene, non lo è. E non lo è perché oltre al farti conoscere, avrai anche un altro problema: far capire alla gente quello che fai.

Per questo è importante farsi vedere e dopo aver studiato come comunicare ciò che fate, uscite e andate tra la gente. Potrebbe essere un centro commerciale, potrebbe essere una ospitata in una radio locale, potrebbe essere un’intervista o un redazionale su un giornale locale. Oppure piazzare volantini in luoghi strategici o ancora avviare sinergie con altre attività del posto, oppure impostare campagne di Guerrilla Maketing. Non è detto che tutte siano adeguate a tutti i contesti ma con le dovute valutazioni le possibilità non mancano e spesso questo tipo di comunicazione ha anche dei costi bassissimi rispetto ad altre forme di pubblicità. E funziona. Tantissimo. Parola di uno che viene tutt’oggi fermato dalla gente per strada per avere informazioni e consigli.

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  • Missione, Visione, Valori
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