Ad ognuno il suo

dicembre 11, 2017

Eccoli li, tutti pronti. 3...1...2...GO! Ed il WOD inizia coinvolgendo tutti quanti. 1 round, 2 round, tutti lanciatissimi, 3 round ed ecco che iniziano i primi cedimenti. 4 round e la tecnica di esecuzione inizia a farsi benedire, 5 round e molti stanno facendo tutto malissimo a causa del carico troppo elevato. Ecco il punto: che senso ha voler a tutti i costi fare i fenomeni per poi fare le cose male?

Emulare Fraser o una Dottir, fulgidi esempi di atleti perfetti e completi, è il sogno di tutti, ma ciò che si vede ai Games è solo la punta di un iceberg. Un enorme iceberg fatto di allenamento continuo che porta a gestire con sicurezza movimenti e carichi. Un allenamento continuo che inizia sempre dal poco per arrivare al molto. Certo chi non vorrebbe fare due KPU al secondo? Ma se questa smania di esagerare porta a fare male, allora c'è qualcosa che non funziona e va rimesso al suo posto.

Emulare Fraser o una Dottir è il sogno di tutti, ma ciò che si vede ai Games è solo la punta di un iceberg.

Quando lavoriamo con gli On-Ramp spieghiamo loro che non è tanto importante la whiteboard intesa come classifica del singolo WOD ma è più importante che il WOD sia eseguito a "regola d'arte" e cioè con una tecnica il più  impeccabile possibile fino all'ultima ripetizione piuttosto che di corsa ed inanellando una serie di potenziali No-Rep. Si è sempre detto che il CrossFit è prima di tutto una sfida con se stessi e se è vero che a tutti piace primeggiare, è anche vero che per poterlo fare occorre iniziare dalle basi per poi migliorare strada facendo.

Che senso ha dunque caricare un bilanciere oltre le proprie capacità?

Certo, ci sono i "competitor", macchine umane perfette strutturate per gareggiare ma anche dotate di un talento unico in termini di padronanza della tecnica. Ciò non significa che chi non possiede questo talento non debba avere ispirazioni ma vuol dire semplicemente che si deve impegnare molto più degli altri per ottenere determinati risultati, senza mai dare nulla per scontato e, soprattutto, conoscendo ed ammettendo i propri limiti e le proprie lacune.

Nel CrossFit, quando si insegna un nuovo esercizio, ci sono le cosiddette progressioni, ovvero una serie di movimenti conseguenti l'uno all'altro che portano alla fine ad eseguire con la giusta tecnica un esercizio. Tuttavia non basta saper eseguire un esercizio con la tecnica corretta per poche ripetizioni ma conta anche riuscire a mantenere questa perfezione esecutiva per tutto quanto il WOD, anche e soprattutto quando la stanchezza inizia a compromettere risultato e prestazione.

Che senso ha dunque caricare un bilanciere oltre le proprie capacità per poi accorgersi di non farcela e dover fare marcia indietro o, peggio, voler andare avanti a tutti i costi rischiando non solo di farsi male ma anche di prendersi una sfilza di NO REP? Che senso ha fare i fenomeni per concludere male un WOD? Ci sono modi più eleganti e discreti di farsi notare. Girando per Box in lungo ed in largo è capitato a volte di vedere atleti un po' pressapochisti, allenati da trainer che hanno in mente solamente il risultato finale e che finiscono con il fare performance apparentemente interessanti che se giudicate da un giudice scrupoloso, sarebbero forse appena sufficienti per essere valide.

Noi preferiamo molto di più arrivare secondi ma idealmente senza sbavature nell'esecuzione del WOD perchè pensiamo che con una buona e curata tecnica il risultato arrivi molto più facilmente ed è per questo che insistiamo affinché ognuno scali ogni WOD in base alle proprie capacità reali, pur con il dovuto grado di difficoltà, senza curarsi di chi gli sta intorno: ogni volta farà meglio e con impegno e motivazione non gli sarà difficile arrivare al fine a competere degnamente e soprattutto con quella padronanza e maestria nell'esecuzione che arrivano solo dalla cura dei particolari.

Saremo forse dei romantici ma per noi il CrossFit è anche questo: che ognuno si renda conto dei propri limiti e cerchi si di superarli ma senza perdere mai di vista  il controllo totale del proprio corpo. E se qualcuno non è d'accordo, commenti il post e ci dica la sua.

Commenti

Commenti